LA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE E POLITICA:
IL DIRITTO DEI CITTADINI A CAPIRE E A ESSERE PARTE ATTIVA NELLE SCELTE DELL’ENTE.
Il premio Nobel per l’economia Jeremy Rifkin ha definito il nuovo millennio l’era dell’accesso. Accesso alla tecnologia, accesso all’informazione, questi sembrano essere gli elementi in cima alle agende di quanti devono governare i complessi processi di gestione degli ambiti sociali.
Le pubbliche amministrazioni hanno cominciato a porsi il problema, e in qualche caso abbiamo degli eccellenti casi di studio, e’ necessario sempre di piu’ ampliare pero’ l’offerta informativa che la PA deve al cittadino, insieme a quei servizi che consentono di aprire un dialogo diretto ed ottimizzare tempi e costi.
Uno dei compiti di una moderna amministrazione pubblica e’ comunicare le sue scelte alla cittadinanza, cittadinanza che sempre piu’ spesso chiede di essere parte attiva di queste scelte.
All’ente locale occorre una comunicazione che vada ben oltre all’ufficio stampa e all’ufficio relazioni con il pubblico.
E’ necessario comunicare attività, iniziative culturali e istituzionali: in modo da interpretare le aspettative dei cittadini e’ necessario coinvolgere i cittadini, e’ necessario esserne il riferimento.
Il cittadino ha voglia di esprimere il suo parere, di interloquire e’ interesse della pubblica amministrazione aprire un canale continuo.
La tecnologia in questo puo’ agevolare moltissimo le scelte degli amministratori.
Azioni particolari, come i grandi progetti, interessano una fascia particolare della cittadinanza; nella maggioranza dei casi pero’, i cittadini valutano i riflessi delle scelte amministrative sulla propria vita, sul grado di vivibilità – dalla qualità dell’ambiente alla fruizione dei servizi. Trovare un canale che li coinvolga, che consenta di avere il polso della situazione, che metta in moto la partecipazione puo’ non essere solo una chimera .
E’ difficile interpretare in modo scientifico il grado di coinvolgimento che si riesce ad ottenere; la pubblica amministrazione ha oggi l’opportunita’ di coinvolgere gli abitanti – siano essi residenti e non – aziende e strutture di altro livello, il personale interno, per creare quel feeling, necessario a capire i bisogni delle città, a proporre e soprattutto a concordare soluzioni e, non da ultimo, per essere rimessi in gioco elettoralmente
Le possibilità per l’ente locale, per aprire la strada a una comunicazione a due vie – andata e ritorno -, sono oggi molteplici: e’ necessario mettersi in gioco, una volta aperta questa via di comunicazione bisogna dedicare tempo e risorse, ma il successo e’ assicurato.
Infatti, oltre alla comunicazione istituzionale che si costruisce attraverso forme di approccio mainstream (uno a molti) e’ possibile, e diremmo anche auspicabile una comunicazione che vuole aprire conversazioni, il web consente questa possibilita’.
Il web, come noto, serve per avere visibilità ma questa si ottiene solo se si conversa dicendo cose interessanti aprendo il più possibile al dibattito,
alla discussione e alla partecipazione.
Lo strumento piu’ semplice per avviare questo processo e’ il blog: un luogo dove è possibile allargare il gruppo di persone che frequentano il web, un luogo dove le persone vengono perchè è gradevole, tornano perché è interessante e perchè possono dire la loro. Una porta dalla politica al mondo e ritorno, la cosa più importante è il ritorno.
Non è una comunicazione mainstream (uno a molti, come la tv, i giornali ecc) ce n’e’ a sufficienza ed e’ poco soddisfacente, ma una socializzazione. Un blog e’ uno strumento irrinunciabile per la comunicazione nell’era dell’accesso.
E’ uno strumento che viene costantemente alimentato, che avrà anche aree tematiche, che vedrà il contributo di tutti quelli che riterranno opportuno uno spazio di scambio dove la sostenibilità è l’elemento centrale.
La politica lo deve ai cittadini, i cittadini lo chiedono alla politica. Un modo per aprire al resto del mondo.