Aprile 9, 2009...8:25 am

Successo del convegno sui rifiuti assimilati

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Grande e qualificata partecipazione al convegno “Le nuove norme sui rifiuti delle attività : chi ne fa le spese ? ” organizzato da Cna provinciale e Cna Regionale nella sede della Camera di Commercio di Pavia. Dopo il saluto del Presidente della Camera di Commercio, Piero Mossi ha introdotto i lavori il presidente Cna Franco Durio. “ “L’applicazione della modifica dell’art. 195 del codice dell’ambiente con le successive proroghe di applicazione rischiano di avere un impatto dirompente sui bilanci delle imprese e non solo, anche dei cittadini” – ha dichiarato il presidente Durio- “Nella sostanza le nuove norme impongono ai comuni di applicare una tariffa e non più la Tarsu, alla gestione dei rifiuti speciali assimilati agli urbani, escludendo però dalla possibilità di assoggettamento alla privativa comunale quei rifiuti prodotti nelle aree produttive di qualsiasi dimensione, compresi i depositi di materie prime. Cna ha organizzato questo convegno per cercare di capire e spiegare quali effetti potrà avere la nuova normativa sia sull’utenza domestica sia sui produttori di rifiuti speciali non più soggetti alla privativa comunale e sul sistema di gestione di raccolta e smaltimento ad oggi in essere.” Il quadro che è stato delineato dai relatori non è stato molto confortante : Giuseppe Mulazzi, in rappresentanza di Federambiente ha evidenziato le difficoltà gestionali che dovranno affrontare le aziende del servizio pubblico a fronte della liberalizzazione imposta, nonché della potenziale perdita di introiti da parte dei comuni che non potranno più applicare la privativa comunale per i rifiuti delle attività esclusi dall’assimilazione. Umberto Montagna – socio di Sfera Soluzioni – ha poi illustrato le proiezioni fatte sull’applicazione delle nuove norme su alcuni comuni presi a campione. Nel particolare sono emersi preoccupanti aumenti a carico delle rimanenti attività con rifiuti in “privativa” e per le famiglie. L’applicazione diventa più “elastica” sono nel caso di applicazione della tariffa, che consente di adottare criteri particolari per determinare la “quota fissa” che deve coprire tutti i costi non strettamente legati alla produzione dei rifiuti – come lo spazzamento e la pulizia delle strade – e la “quota variabile” che, invece, può essere commisurata pienamente applicando le nuove norme. Roberto Bertoli, già assessore al bilancio del Comune di Firenze, ha evidenziato la necessità di ampliare la base imponibile per la tassa o la tariffa, attraverso la lotta all’evasione e alla elusione, raccontando del caso, vissuto direttamente, che ha consentito un recupero di più del 18% di superfici imponibili. Attraverso queste attività risulta meno gravosa l’applicazione delle nuove norme: in sostanza “pagare tutti per pagare meno”. Nel dibattito seguito è emersa la preoccupazione dei Comuni sulla incertezza di applicazione delle norme che dovrebbero entrare in vigore il 14 agosto e dei gestori dei servizi di igiene urbana che potrebbero vedersi mantenere alti costi di gestione e di smaltimento, a fronte di un ridotto introito. Ma il vero problema, ha concluso Tommaso Campanile – responsabile del dipartimento ambiente della CNA nazionale – è l’indeterminatezza delle norme, dei tempi della loro attuazione.  mentre sembra certo che – allo stato attuale – i Comuni dovranno applicare la TIA dal 1° gennaio 2010, il rischio è che le legittime aspirazioni delle attività economiche a pagare il giusto per il servizio fornito, venga frustrato dalle lungaggini legislative – al momento non c’è traccia del regolamento attuativo che doveva essere approvato entro maggio 2008 – e dai costi “indiretti” che spesso vengono caricati sui gestori del servizio da parte dei Comuni. Nella sostanza il convegno è servito a ribadire la necessità di norme precise e tempi certi per evitare che a fare le spese delle nuove norme finiscano per essere tutti: i cittadini, le imprese, i comuni e i gestori del servizio, senza un vero vantaggio.

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