Il “decreto sviluppo” del luglio 2011, introduce importanti modifiche al sistema della riscossione dei Comuni.
In primo luogo è prevista la cessazione, a decorrere dal 1° gennaio 2012, delle attività svolte da Equitalia S.p.A. e dalle aziende del gruppo, in materia di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate, tributarie o patrimoniali dei Comuni.
In pratica si stabilisce che, a decorrere dal 1° gennaio 2012, i Comuni dovranno effettuare la riscossione spontanea e coattiva delle entrate patrimoniali e tributarie.
Tre le possibili opzioni che i Comuni potrebbero prendere in considerazione per mettersi al passo con la novità introdotta dal decreto sviluppo:
- la prima soluzione riporterebbe il servizio di riscossione sotto l’ombrello dell’amministrazione comunale, ma è difficilmente praticabile se non a costo di sforare con la spesa per il personale ed il tetto imposto dal turn over;
- un’altra possibilità è quella di affidare il servizio alle società private, che però non avrebbero accesso alle banche dati fiscali e sarebbero costrette a ricorrere all’ingiunzione classica;
- la terza e ultima opzione riguarda la costituzione di una società a cui affidare in modo diretto il servizio.
Peraltro, la recente “manovra bis” – Legge 14/09/2011, n. 148 – stabilisce “i comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti esercitano obbligatoriamente in forma associata tutte le funzioni amministrative e tutti i servizi pubblici loro spettanti sulla base della legislazione vigente mediante un’unione di comuni ai sensi dell’articolo 32 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267” e che tale obbligo “non trova applicazione nei riguardi dei comuni che, alla data del 30 settembre 2012, risultino esercitare le funzioni amministrative e i servizi pubblici di cui al medesimo comma 1 mediante convenzione”.
Per i Comuni con popolazione compresa tra 1.000 e 5.000 abitanti la stessa legge prevede che Le funzioni fondamentali dei comuni … sono obbligatoriamente esercitate in forma associata, attraverso convenzione o unione, da parte dei comuni con popolazione superiore a 1.000 e fino a 5.000 abitanti, …
Quindi è il caso di ragionarci velocemente e, magari appoggiandosi a strutture esterne per alcune attività, riportare nell’ambito pubblico un’attività VITALE per i Comuni